giovedì 13 marzo 2014

Colonie estive

Nel corso del XVIII secolo, la Pediatria scoprì gli effetti benefici dell'acqua di mare per la cura della tubercolosi. Questa malattia si contraeva facilmente in contesti molto poveri e provocava la comparsa di rigonfiamenti dei principali nodi del sistema linfatico (scrofolosi). Si deve a Giuseppe Barellai (1813 ­ 1884) l'aver sostenuto, in una memoria letta all'Accademia Medico­ Fisica di Firenze nel 1853, l'assoluta necessità d'inviare al mare gli scrofolotici e i rachitici. Giuseppe Barellai dedicò trent'anni della sua vita alla fondazione e alla propaganda delle colonie marine (Ospizi Marini, come venivano chiamate allora) con conferenze in tutta la penisola sulla validità della talassoterapia e della elioterapia.
La Grande Guerra peggiorò nel nostro paese le già precarie condizioni igienico-sanitarie delle classi più povere, in particolare quelle residenti in centri urbani industriali di media e grande dimensione La Croce rossa Italiana intensifica l'interesse per questo tipo d'iniziative e nel 1928 le colonie vengono affidate all'Opera Nazionale per la Maternità e l'Infanzia. Durante il periodo fascista nascono diverse colonie per l'infanzia: le colonie s'indirizzano verso la prevenzione, con attività anche di tipo ludico, mentre le caratteristiche di cure con ricoveri vengono perse nel tempo. Nel 1937, l'intera organizzazione educativo-sanitaria delle colonie estive, temporanee e diurne, venne affidata alla Gioventù Italiana del Littorio (GIL). Le colonie vengono incrementate e sono rivolte a bambini e ragazzi allo scopo di sostenere le famiglie meno agiate e offrire un periodo di attività fisica e ludica per le future generazioni. Dopo la Seconda Guerra mondiale viene riconosciuto il carattere sociale, formativo ed emancipante delle Colonie, le quali non saranno più rivolte alle sole fasce svantaggiate. Già a partire dagli anni '70 passano di competenza alle Amministrazioni (Comuni e Comunità Montane) e agli Enti Pubblici. Il termine "Colonia estiva" è oggi usato pochissimo (solo per alcuni soggiorni di enti Inps /Inpdap sostituito da Soggiorni estivi o "Soggiorni Estivi per Minori".
Le colonie venivano classificate in base al luogo in cui erano situate: quelle marine erano le più diffuse e le più frequentate. Altro metodo di classificazione era in base al periodo di tempo che i bambini dovevano trascorrerci: Permanenti: con sola funzione curativa; venivano accettati bambini già malati (TBC, scrofola, rachitismo); la durata del soggiorno era dai 3 ai 6 mesi. Temporanee: con funzione preventiva o per bambini con problemi minimi; durata: dai 30 ai 40 giorni. Diurne: i bambini non pernottavano nella struttura: venivano prelevati al mattino e portati a trascorrere l’intera giornata nelle colonie; destinate soprattutto a bambini con problemi di denutrizione.


Anni Quaranta
Raduno in piazza Municipio

Il cardinale Ernesto Ruffini parla ai bambini. 
Francesco Giubilato (notaio), Padre Vincenzo Rizzo (funnacaru), prof. Nicolò La Grutta (responsabile dell'organizzazione)

Colonia Marina - Le Maestrine
Albertina Dado, Francesca Patanè, Nino La Grutta, Anna Maria La Grutta


Nino la Grutta, Albertina Dado con Anna Maria La Grutta




Questa immagine tratta da una cartolina illustrata
mostra la scomparsa della grande "Pineta Maccagnone", ubicata in fondo alla via Salemi, nell'entroterra. Si nota la presenza di molti bambini della colonia estiva, in escursione in quei luoghi ameni. A quanto riferito da fonti orali essa era estesa sino all'incrocio della via Salemi con la via Rosario Ballatore. Essa subì una triste sorte in quanto, si dice, venne distrutta e rasa al suolo nella sua quasi totalità da tromba d'aria d'eccezionale violenza.

Spiaggia di San Vito 
Golfetto naturale (dove in seguito è stato realizzato un porticciolo gestito dal Club Nautico)
(la foto presumibilmente è stata scattata dal terrazzo della Chiesetta di San Vito extra moenia)
Si intravedono le prime discariche abusive di sfabbricidi che nessuno controllava. Mazara è stata sempre terra di nessuno!

La spiaggia si raggiungeva con una salutare passeggiata




1940
Maestra Angela Lombardo


Angela Lombardo



Angela Lombardo

1941 - Colonia Montana Erice) - III Turno
Angela Balsamo (maestra), dott. Vito Quinci (ufficiale medico, responsabile della Croce Rossa Mazarese), Angela Lombardo Caci (maestra)

Foto ricordo della Famiglia Quinci, che partecipò alla Colonia estiva
?,?,?, Margherita Quinci, ?,?, Maria Bianco, dr Vito Quinci (Bagaruni), Giuseppina Quinci, ?, Peppuccio e Salvino Quinci

Le maestrine: Angela Lombardo (la terza)



Angela Lombardo Caci





Angela Lombardo Caci


Angela Lombardo, Angela Balsamo

Anni Cinquanta
1953 - Colonia Estiva
Le scuole elementari ospitarono una Colonia Estiva:Le maestrine col grembiule bianco e col gagliardetto tricolore sul petto, mentre la prima a sin è una infermiera della CRI


La sera nell'atrio della scuola ci si riuniva per attività ludico istruttive 

Tutti al mare



Il direttore didattico Nino Messina con le maestre





Lo staff tutto al femminile assieme al direttore 


Notare la bella struttura in legno, maxi cabina con annessa veranda


Colonia Diurna - Ex casa del Latte





Maestre Carla Calafato e Licata





... così si creavano gli anticorpi!



Maestre Carla e Maria Calafato
Nino Serra, ?, Vito Gagliano, Mommo, ?, Nino Ciambra, ?, Giuseppe Bianco, Giacomo Del Mauro, Vito Asaro (pantolla), Vito Asaro (Tista), Nardino Firenze, Mario Cascio, Nino Asaro, Franco Anastasi, Giovanni Asaro, Giovanni Quinci, ?, Vito Passalaqua, Andrea Asaro (Sormani), Peppe Gannuscio, Giacomino Anselmo

Benedizione dei nuovi locali
Nino Messina, don Saverio Schembri, Piero Castelli, Vito Castelli, Carla Calafato, don Gaspare Morello, Pietro Di Giovanni
Aula

Sala Pranzo

Camerieri d'eccezione
Don Gaspare Morello (preside Liceo Classico), Di Giovanni (direttore didattico Plesso Santa Caterina), Vito Castelli (direttore didattico Plesso Santa Veneranda)

Servizio mensa

Quintetto in attesa


Maestre: Carla Calafato e Lidia Pirrone