mercoledì 30 settembre 2009

Roccazzo

Il sito archeologico di Roccazzo è ubicato, nei pressi della frazione agricola di "Borgata Costiera". L’area di interesse archeologico è di rilevanti dimensioni, sviluppandosi per circa 20 ettari su di un sopralzo di roccia calacarea del tipo che localmente viene definito "Magaggiara". Si tratta di un imponente insediamento eneolitico, con grandi capanne a forma di barca e numerose tombe a pozzetto. Nel 2008 il sito è stato oggetto di una campagna di scavo diretta dal prof.Sebastino Tusa, che ha permesso il rinvenimento di numerose tombe e capanne eneolitiche, oltre a ceramicheneolitiche e dell'età del bronzo e, nella parte più occidentale, di un complesso edificio greco probabilmente darabile alla prima fase di colonizzazione del territorio di Selinunte.
Tomba a pozzetto

Abitazione greca


martedì 29 settembre 2009

Prassitele, il greco più amato dai Romani

E' il 146 a.C. e Roma dà un ulteriore segno della sua crescente potenza conquistando la Grecia e annettendola, come provincia, al suo già vasto impero
"La Grecia conquistata conquistò il conquistatore" scrive Orazio per rendere la forte fascinazione dei romani nei confronti della cultura ellenica. Questa infatuazione li indusse a portarsi a casa un numero spropositato di opere d'arte greche per decorare fori, terme, ville e giardini. E siccome la opere originali non erano illimitate cominciarono a farsi fare copie, un numero straordinariamente elevato di copie. Ammirate e replicate erano le statue di grandi artisti. Certo, andavano per la maggiore Mirone, Fidia, Policleto, Scopa, Lisippo. Ma tra tutti il più amato dai romani fu Prassitele, il grande scultore ateniese del IV secolo avanti Cristo. Le sue statue possedevano la grazia, la dolcezza, l'eleganza, la sensualità che tanto piacevano all'aristocrazia del periodo imperiale. È l'artista dell'antichità di cui in assoluto possediamo più opere in replica, e secondo alcuni studiosi anche due-tre originali.

Eppure le sue sculture più celebri - l'Afrodite Cnidia, l'Apollo Sauroctono, l'Eros di Tespie - non sono conosciute dal grande pubblico quanto quelle di un Michelangelo, Bernini o Canova che pure tanto devono ai modelli elaborati in Grecia. Del resto le mostre si sprecano, ma quante di queste sono state dedicate ai grandi artisti dell'antichità classica? Anche se tutti con un imperdonabile ritardo, i primi ad arrivare, nel 1990, furono i tedeschi con l'esposizione monografica su Policleto a Francoforte, poi gli italiani con quella su Lisippo a Roma (1996) e oggi i francesi con una mostra interamente consacrata a Prassitele, a Parigi, Museo del Louvre (dal 23 marzo al 18 giugno 2007).
Pur non avendo bisogno di battage pubblicitario – la mostra è così eccezionale da essere comunque imperdibile – un paio di incidenti di percorso hanno fatto alzare la tensione e la carica di attesa intorno a questo evento: gli annunciati e mancati prestiti di due bronzi, uno dagli Stati Uniti, l'altro dalla Grecia. Bizzarro che si tratti di due bronzi perché Prassitele è per definizione un "marbrier" (come dicono i francesi) cioè uno scultore del marmo e a modelli marmorei dalle superfici vibranti deve tutta la sua fama. Prima la rinuncia ad ospitare l'Apollo Sauroctono ("che uccide una lucertola") conservato presso il museo americano di Cleveland, imposta dalla Grecia perché la scultura sarebbe stata al centro di traffici illegali. Per inciso, il Louvre possiede una delle copie in marmo più belle di questo celebre modello prassitelico.
In secondo luogo, la tardiva defezione proprio da parte del ministero della cultura greco che ha rinunciato a prestare l'Efebo di Maratona, che il Louvre aveva scelto per i manifesti della mostra e già inserito nel catalogo. "L'Efebo non ci sarà, tanto peggio per lui", è stata la risposta piccata di uno dei due curatori, Alain Pasquier. Lo stesso che martedì scorso, durante la presentazione alla stampa dell'esposizione, ha prestato il fianco a un'altra querelle. Satiro danzante, statua bronzea recuperata nel 1997 nelle acque di Mazara del Vallo e da alcuni considerata un originale di Prassitele. Questa volta con lo studioso Paolo Moreno, reo di aver attribuito a Prassitele il Satiro danzate, l'ormai celebre bronzo recuperato al largo di Mazara del Vallo dal peschereccio di capitan Ciccio, nel 1997. Ancora un altro bronzo al centro della discordia. La statua, che conclude il percorso della mostra al Louvre, "possiede lo sguardo estasiato del satiro che danza sfrenatamente: non può essere attribuita a Prassitele perché lontana dallo stile tipico dello scultore, che privilegiava la dolcezza e la grazia. Moreno è l'unico ad avere questa opinione", taglia corto Pasquier.

E non perde occasione per tirare acqua al mulino del museo parigino: "In mostra solo la testa monumentale del tipo Artemide Brauronia, trovata sull'Acropoli di Atene nel 1831 (ndr. ora nella collezione permanente del Louvre) ha delle concrete possibilità di essere uscita dalla scalpello del grande artista".
Il dossier evidentemente è ancora aperto, e questa è l'occasione perfetta per aggiungere nuovi tasselli. Del resto si sono messe insieme 106 opere che, lungi dall'essere tutti modelli partoriti dal genio ateniese, si ispirano alla maniera prassitelica, evocano la carriera del maestro, restituiscono il segno della contaminazione tra le sue opere e gli stili delle varie epoche successive, mettono in luce un "Prassitele talvolta sognato, spesso immaginato e che si spera finalmente ritrovato". Insomma una ricerca al Prassitele perduto.
Chi non vuole lasciarsi distrarre dalle polemiche, può concentrarsi semplicemente sulle bellezza dell'allestimento. Quello che si può ammirare nelle presenze scultoree che popolano la Hall Napoléon del Louvre è una divinità umanizzata, che rifugge dalle pose ieratiche e maestose per rifugiarsi in un molle abbandono, lasciarsi pervadere da una calma assorta e dolce, assumere un aspetto trasognato. Le figure di Prassitele – che siano dèi, satiri, efebi, eroi – sono sempre piegate languidamente su un fianco: fuori dal loro asse si appoggiano sinuosamente su un sostengo laterale. Un modello che trova la sua perfetta sintesi – o, se vogliamo pensarla come Plinio e il poeta Luciano, l'acme – nell'Afrodite Cnidia, il capolavoro assoluto dello scultore: ci si potrà meravigliare di fronte alla più bella copia in circolazione, prestata dai Musei Vaticani. La dea è completamente nuda, "fotografata" nell'istante in cui si appresta a cominciare il bagno rituale. Prassitele è il primo scultore greco che ha osato rappresentare il nudo femminile nella grande statuaria – il claim è perfetto per attirare visitatori alla mostra e per i giornali –, colui che tolse i veli al corpo muliebre. Non sarà nemmeno difficile indovinare nelle forme morbide di Afrodite quelle di Frine, l'etèra amata dall'artista e sua splendida modella: la tradizione la vuole accusata di empietà e poi assolta dai giudici grazie all'espediente di esibire il suo corpo nudo durante il processo. (
di M.Metta)

lunedì 28 settembre 2009

Gli scavi archeologici infiniti, anzi...non finiti

2006
Che fine hanno fatto gli archeologi della Sovrintendenza di Trapani? Dove sono finiti gli operatori che si occupavano degli scavi? E l'Amministrazione Comunale? I miei interrogativi non hanno finalità polemiche ma tendono alla conoscenza. Credo che tutti i cittadini di questa martoriata città si chiedano perché i lavori sono stati interrotti e soprattutto perché sono ancora fermi? Non è legittimo interrogarsi?

Voglio mostrarvi qualche foto che ho realizzato durante i recenti scavi nel nostro Centro storico. La foto 1 mostra una veduta aerea dalla quale si distingue bene una struttura quadrangolare che i tecnici presumono trattasi del basamento dell'antico Minareto, cioè la torre, presente in quasi tutte le moschee, dalla quale il muezzin (mu‘adhdhin) cinque volte al giorno chiama alla preghiera i devoti di Allah. Come il campanile cristiano, anche il minareto serve a far arrivare il più lontano possibile il segnale che scandisce la giornata liturgica. Nell'Islam questo coincide con i momenti d'elezione (awqàt) in cui deve essere validamente assolto l'obbligo della preghiera islamica, detta Salat. Il minareto, venne realizzato durante la dominazione araba della nostra città, come si evince da immagini esistenti prima del suo crollo avvenuto nel 1587 (Vedi: Tiburzio Spannocchi, architetto ufficiale della Corona Spagnola ed ingegnere militare, che lavorò per due anni circa alla redazione di un carteggio sulle fortificazioni ed sugl'impianti urbani delle maggiori città della Sicilia, al fine di poter realizzare delle fortificazioni a difesa delle popolazioni dalle frequenti incursioni piratesche. Egli realizzò nel 1584 un acquerello nel quale si può osservare l'edificio in questione).
Esso insisteva nel sito da me fotografato ed aveva una elevazione articolata in cinque piani, pertanto era sicuramente una edificio imponente. Da esso si poteva, inoltre, osservare anche un vasto tratto del mar Mediterraneo, ed era un importante punto d'osservazione utilissimo per la difesa della città.
Esiste, una scultura in marmo, del 1600, che lo riproduce (foto 2)


Particolare di una bella scultura che si trovava nell'ingresso del "Cimitero dei Bambini" ormai non più esistente, ch'era ubicato nello spazio retrostante l'ex oratorio della Cattedrale, che io ho visto quando da fanciullo, frequentavo quei locali allorché era parroco mons. Giova Battista Criscuoli. Oggi è conservata all'interno della Basilica Foto 3
Altro ritrovamento, durante gli scavi è stato quello di:una tomba, il cui contenuto sicuramente è stato rimosso in passato (immagine più' piccola della foto 4)



e una fossa la cui finalità lascia perplessi i tecnici. Qualcuno sostiene trattarsi di una sorta di Silos, contenitore alimentare, qualche altro pensa possa trattarsi di una antica tomba romana. Nel periodo imperiale, a Roma, si seppellivano i morti in fosse simili a quella. Il morto veniva deposto sul fondo. Su di esso veniva deposta una grossa lastra di marmo sulla quale poi veniva deposto il cadavere successivo, altra lastra e cosi' via fino al riempimento del fosso. (Ipotesi verosimile?). Siamo in attesa di riscontri ufficiali che possano chiarire il dilemma.

Altro elemento interessante ritrovato è il lungo condotto visibile nella foto 5
Trattasi di un condotto utilizzato, nelle epoche precedenti, per il deflusso delle acque bianche. E stato fotografato anche al suo interno, è molto rifinito e vi può camminare un uomo di media statura in piedi. Se è nato con queste finalità o è stato adattato successivamente a questo scopo non è ancora dato saperlo.

Altro elemento di grande interesse è il ritrovamento di una fornace di epoca medievale. foto 6
Il reperto acquista notevole valenza perché è un ulteriore prova dell'esistenza, in epoca medievale, di maestranze locali che producevano manufatti in terracotta e in maiolica, di pregevole fattura, come rilevato in reperti di quell'epoca trovati in altri scavi.
Scavi Parte II Quattro Aprile 2006
Oggi, per chi ama questa città, è un giorno triste. Un'Amministrazione frettolosa, influenzata dall'incalzante morbosa atmosfera partitica (alimentata dalle imminenti consultazioni politiche), prostrata alla pressante richiesta di miopi commercianti, incapace di procurarsi i fondi necessari per una seria campagna di scavi esplorativi, ha impietosamente interrotto i lavori di ricerca archeologica nella piazza della Repubblica. Solo in una comunità di uomini "modesti" si può non approfondire una scoperta la cui valenza non si è potuta valutare. Non hanno voluto coinvolto le forze culturali, quantomeno per tentare di realizzare un dibattito tecnico-conoscitivo ed eventualmente, se necessario, propositivo, considerando che stiamo parlando di un bene della comunità. Invece i tuttologi di turno hanno deciso, come al solito, per tutti noi, senza rendersi conto che le "occasioni" come quella contingente non si debbono perdere in quanto consentono di arricchire la conoscenza della Storia Patria e sono fonte di eventuale arricchimento per il tanto sbandierato turismo culturale che, con queste premesse, non decollerà mai. Mi auguro che altri spiriti liberi, come me, partecipino allo sdegno per la pochezza e la superficialità di scelte "politiche" che sono, solo in parte, tecniche ma anche, e soprattutto, da cronica carenza culturale e imprenditoriale. I fondi della comunità europea, in questo variegato settore, sono a disposizione di chi presenta progetti circostanziati e credibili. Da noi questi percorsi comunitari non prendono mai il via, sia per mancata di competenti specialisti del settore delle politiche europee, ma anche per disattenzione istituzionale, volta ad altri interessi, più facili da realizzare. Ci rendiamo conto che, i tecnici incaricati dalla sovrintendenza, hanno trovato "validi" motivi per insabbiare e ricoprire queste antiche vestigia, e che se interrogati addurranno seri e documentate esigenze tecno-pratiche, per questa loro scelta (in primis la mancanza di fondi e soprattutto perchè, i politici locali, non hanno insistito più di tanto). Sarebbe auspicabile che, in futuro, la sovrana comunità non venga tenuta ai margini e venga coinvolta nelle scelte importanti, e che si interpellano i tanti tecnici della nostra comunità o non solo quelli delle sovrintendenze, che per carenze di fondi e operano scelte, molto spesso discutibili. Noi abbiamo dato la delega ai politici non perchè esercitino poteri assoluti, ma, per guidarci in scelte condivise e condivisibili. Gli amministratori, hanno a disposizione un'incredibile numero di mass media per informare e per poter aprire un dibattito, legittimo e sacrosanto. Gli elettori mazaresi non sono parte attiva solo quando vanno alle urne, ma devono esserlo sempre e comunque, e in special modo nelle grandi scelte di questa sfortunata comunità.


Pratica archiviata!

domenica 27 settembre 2009

Viaggi didattici

1962 /63 - Gita, itinerario: Milano, Colonia, Dortmund, Amburgo, Francoforte sul Meno, Kassel, Monaco, Milano
Amburgo - Visita agli impianti portuali
Pietro Barracco, Carmelo Scavone, ?, Calogero Gallo, Francesco Ballatore, Giovanni Balsamo, , Baldassare Parlapiano, ?, Giuseppe Barbera, Salvatore Cucchiara, Giulio pernice, Eugenio Adamo, ?, Vito Anteri, Nicola Cacioppo, ?, prof. Girolamo Navarra, Carmelo Graffagnini, Vito Figlioli, Gaspare Ferro, vice preside Salvatore Messina e signora, preside Francesco Melia e signora, Vito Costa, prof. Aldo Saffiotti, Nino Figlioli, Giuseppe Bandiera

Amburgo - Raffineria Esso - Standard
All'interno della Raffineria

1964/65 - Siracusa (15/06/64) - V
Riconosco: Alfredo Giardina, Franco Asaro, Gino Ivaldi, Ingrasciotta, prof. Aldo Saffiotti (Ed. Fisica), Zenone, Anzaldi, Nicopino Signorello, prof. Maria Sammartano (Lettere), Giovanni Lisma


Il preside Francesco Melia con alcuni docenti - Maria Sammartano 

1966/67 - Viaggio didattico : Itinerario Torino - Lione - Parigi - Milano
Si passa la frontiera diretti a Lione- Parigi
Giuseppe Cudia, Leonardo Pinta, Rubino, Salvatore Calamia, Gaspare Genna, ing. Pampalone.
Tommaso Calcara, Vincenzo Gianformaggio, Vincenzo Pirrone, Pietro Quinci , Leonardo Pinta,
Calogero Di Giovanni, Giuseppe Labbruzzo, Vito Cudia, Stefano La Colla, Giovanni Aiello, Alfredo Giardina, Giuseppe Ingargiola, Natale Abate, Giuseppe Morsellino, Vincenzo Barracco, Ing. Arrigo, Francesco Rizzo Fran, Giuseppe Palma, Gaetano Mattaroccia, Pietro Fasulo Fasulo.
Fici, Giulio, Nicola Zaccarini, Certa Prospero, Stefano Giaramida, Ignazio Genna.
Gaspare Lanza, Adriano Buffa, Giovanni Genna, Salvatore Catinella, Moceri Michele, Giuseppe Guercio, Signorelli,

1966/67 - Scalinata di Montmartre (Chiesa del Sacro Cuore)
Salvatore Calamia, Pietro Fasulo, Natale Abate, Ing. Arrigo, Pino Ingargiola, Calogero Di Giovanni, Nicola Zaccarini, Andrea Castiglione, Stefano La Colla, Adriano Buffa, Signorelli, Moceri, Prospero Certa, Vincenzo Gianformaggio, Giuseppe Guercio, Leonardo Pinta, Gaetano Calcara, Giovanni Aiello, Giuseppe Labbruzzo, Giuseppe Morsellino. Gaetano Mattaroccia, Gaspare Genna, Alfredo Giardina, Stefano Giaramida, Giuseppe Palma, Gaspare Lanza, Vito Cudia, Pietro Quinci, Vincenzo Pirrone, Vincenzo Barracco.
1969/70 - Gita a Superga


1969 - Superga - V sez.B Elettrotecnici
?, Di Maria, prof. Aldo Saffiotti, ing. Giulio Calderaro, Vito Sinacori, Giuseppe Rallo, Giovanni Pugliese, Pietro Gancitano, Pietro Ingargiola, Grillo, Ubaldino, Giuseppe Bianco, Francesco Di Carlo

Gita a Londra - Sez. E
Prof. Alberto Tumbiolo

1969 - V B Elettrotecnici
Questa foto ricordo fu scattata alla fine della preparazione per gli esami di stato Per circa un mese sei ragazzi furono ospiti di Ciccio Asaro (Cardedda) a Tonnarella. Si studiava. si preparava il cibo e ci si divertiva
?, Pietro Gancitano, Francesco Asaro (cardedda), ?, ?, ing. Giulio Calderaro, Giuseppe Rallo, Curseri, prof. Franco Perrone, ?, ?, ?, Giuseppe Bianco, Angelo Arena, Giuseppe Faugiana, Filippo Burgio, Epifanio Placenti, Giovanni Pugliese, 

12/4/1969 - Visita allo Sabilimento "Ercole Marelli" - Sesto San Giovanni - V
Prof. Aldo Saffiotti

1970 - Gita ad Aosta (Acciaierie di Cogne) - Torino (Fiat Mirafiori) - Alunni delle V classi
Ing. Giulio Calderaro, Giuseppe Greco, Salvatore Asaro (cardedda), Gioacchino Marrone, Mimmo Guzzo, Vito Ingargiola, Bartolo Spina, Franco Magneti, Giacomo Sciuto, Marco Lisma, Finella, Vittorio Lombardo, Luciano Falco, Pino Torrente

Prof. Aldo Saffiotti, Marco Lisma




1971/72 - Alcuni studenti non residenti, in una pensione nei pressi dello Stadio "Nino Vaccara"
Balistreri Leonardo (Menfi), Bonura Ninni (Salemi), Mazara (Valderice), Albanese (Raffadali), Grammatico (Valderice), Abbraciano Josè (Valderice)

1972/73 - Classe IV B - (Elettrotecnici)
Visita alla Centrale idroelettrica "Carboj" agro di Sciacca
Bonanno Salvatore, Gandolfo Baldassare, Gucciado, Crasto Nicola, ing.Giulio Calderaro, Russo Giuseppe, Angelo Calogero, Renda Alberto, Rizzo Calogero, Ballatore, Passanante Pietro, ing. Francesco Asaro, Margiotta Gaspare. In basso: Noto Pietro, Antero Antonino, Balistreri Leonardo, Pecorella Biagio.
1973/74 - Classe IV B - (Elettrotecnici) - Viaggio d'istruzione (Torino - Aosta - Milano)
Balistreri Leonardo, Gandolfo Baldassare, Passanante Pietro, Crasto Nicola, Rizzo Calogero, Angelo Calogero, Russo Giuseppe, In basso: Pecorella Biagio.

 Pietro Noto, ??, Calogero Rizzo, Giuseppe Russo, Pietro Passanante, Calogero Angelo, Biagio Pecorella, Alberto Renda, Leonardo Balistreri, Baldassare Gandolfo 

"Sciticchio" in c/da santa Nicola di Mazara del Vallo, prima degli esami di Maturità
Alberto Renda, Pietro Passanante. Leonardo Balistreri, Salvatore Bonanno, Gaspare Margiotta, Biagio Pecorella,  In basso: Giuseppe Russo, Calogero Rizzo 












21/3/1976 - Cortina d'Ampezzo


Eleonora Bonanno, Prof. Celestino






Di Natale, Eleonora Bonanno






martedì 22 settembre 2009

Muratori

1964
Nino, Luigi e Baldassare Spagnolo

lunedì 21 settembre 2009

Imbianchini, decoratori e pittori

Anni Cinquanta
Giuseppe Caradonna davanti alla sua bottega in via Madonna del Paradiso

domenica 20 settembre 2009

Panellaro



Nel 2015, dopo 42 anni di intensa attività e dopo aver soddisfatto anche i gusti più intransigenti con i suoi panini e panelle, Nicola Bianco, lo storico ‘panellaro’ di Piazza Matteotti ha deciso di dire basta e andare in pensione per godersi un meritato riposo. Oltre 4 decenni passati a preparara panini con le pannelle che intere generazioni di mazaresi, ed anche moltissimi turisti, hanno potuto gustare. “Giunge un momento nella vita di un uomo – ha commentato Bianco – in cui è necessario dire stop e questo momento per me è arrivato a 66 anni, dei quali 42 trascorsi al Farsta. Anni nei quali ho visto passare davanti al banco dei panini intere generazioni e anni nei quali con l’amore e la cura di sempre ho preparato instancabilmente l’impasto per le panelle. Indubbiamente – ha concluso il ‘Panellaro’ – un velo di tristezza c’è ma anche la consapevolezza di aver fatto bene il mio lavoro ed aver soddisfatto il palato di centinaia di migliaia di persone in questi lunghissimi anni”. Il ‘Farsta’, questo il nome del locale che in pochi ricordano, chiude e con se si porta un pezzo della nostra storia.



martedì 8 settembre 2009

lunedì 7 settembre 2009

Rolando Certa


Nasce a Palermo il 23 aprile 1931 Muore a Budapest il 29 maggio 1987. Ha vissuto a Mazara del Vallo,città d'origine della sua famiglia, dove è stato impiegato di banca e consigliere comunale, del PCI e poi del PDUP, per cinque volte consecutive. È stato, insieme a Salvatore Giubilato, tra i fondatori del Centro per la cooperazione fra i popoli del Mediterraneo, e sviluppò un intenso dialogo culturale tra l'Italia ed alcune aree dell'Est europeo e del Mediterraneo. Ha ideato e diretto la rivista Impegno 70, poi Impegno 80. Ha pubblicato: Pallido mondo (1953), Eco d'altra voce (1959), E siamo soli (1963),Una stagione d'amore (antologia con Scammacca e Decidue, 1970) , Sicilia pecora sgozzata (1974),Lettera a Leonida Breznev (1976), Castalia (in neo-greco, Atene, 1978), Se tu ed io ed altri ancora(1980, 1981), Poeta ad Atene (in italiano e neo-greco, Atene, 1981), La tristezza ha un nome solo (in macedone, Skopje, 1981), Canto d'amore per la Sicilia (in romeno, Timisoara, 1982), Love long for Sicily (in italiano, siciliano e inglese, Merrich, New York, 1982), Due poeti siciliani (in neogreco, Atene, 1982), Ai fratelli di Mandia (in italiano, francese e arabo, Mazara del Vallo 1983), Il sorriso della kore(in neogreco, Atene, 1983,), Inquietudini poetiche (in croato-serbo, Zagreb, 1984), Poeta ad Atene(Palermo, 1984), Il sorriso della kore (Palermo, 1985), Arion (in croato-serbo, Zagreb, 1985),Viaggiatori della speranza (in serbo-croato, Belgrado, 1986). Ha pubblicato molti saggi, tra i quali si ricordano: La Sicilia e il poeta Murilo Mendes (1959), Ricordo di Mario Certa: un intellettuale del Sud(1964), Federico Garcia Lorca (1969), La condizione umana di Orazio Napoli (1970), Rocco Scotellaro, uomo nuovo del Sud (1973, 1974), Sicilia come terzo mondo: appunti per una storia letteraria del sottosviluppo siciliano (1974), Poesia e sicilitudine (1982), Tradizione e realtà poetica dei siciliani(1984), L'itinerario di Salvatore Quasimodo (1985, Conferenza tenuta al «Centro Culturale Italiano» di Zagabria).



Anni sessanta 
Rolando Certa, Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta, Maria Andronico Sciascia, ? 




29/8/1971- I palchetti dell'Antigruppo - Recital in piazza Mokarta
Gianni Diecidue, Salvatore Giubilato, Andrea Anselmi, Rolando Certa


Rolando Certa, Gianni Diecidue, Nicola Di Maio, Pietro Terminelli, Peppe Bonanno, Anna Certa


Peppe Bonanno


Totino Certa, Salvatore Giubilato, Celestina Giaramidaro, Piero Di Giorgi, Gianni Diecidue, Rolando Certa, Pietro Terminelli, Nat Scammacca, Andrea Anselmi, Peppe Bonanno


Salvatore Giubilato, Nat Scammacca, Gianni Diecidue, Rolando Certa con la moglie Giannina Certa, Pietro Terminelli, sopra Peppe Bonanno, Flora Certa





6/1/1974 - Presentazione di un libro del prof. Antonio Saccà: "Il clandestino"
Conferenza dibattito organizzata dal "Centro d'Arte e di Cultura" nei locali della vecchia Biblioteca nel Palazzo dei Cavalieri di Malta in via Carmine
Il prof. Piero Di Giorgi, affronta il tema: "Dissenso cattolico e cristiani per il socialismo"
Rolando Certa (assessore alla Cultura), Andrea Anselmi, Antonio Sacca, Tonino Titone

Intervento del prof. Vito Crocchiolo


Pubblico presente
Irene Marusso (giornalista), Ignazio Marrone, Nat Scammacca, Enzo Adamo, Franchina Zummo, Vito Bruno, Angelo Romano

1977 - Studio Certa
Lombardo (poeta), Rolando Certa (poeta), Carlo Puleo (pittore), Tonino Contiliano (poeta)

La rivista “Impegno70” – ideata e diretta dal poeta antigruppo Rolando Certa, divenuta poi “Impegno80” –, gli “Incontri fra i popoli del Mediterraneo” e le iniziative antologiche che intraprese, compresa un’antologia “Poeti per la Pace”, furono occasione di scambi antesignani e di circolazione della poesia dei siciliani presso altre realtà. Sperimentandosi ancora con le corde della poesia liricamente coniugata al privato, si declinava pure, con spirito critico, al pubblico e al civile. E, in questo situarsi, la poesia siciliana non abbandona completamente le aspettative di fondo (e possibili) anche della cultura umanistica, che intanto si apriva alla pluralità delle voci siciliane e non siciliane. Si demitizzava scoprendo l’umanesimo della “differenza” sia come irriducibilità al Medesimo e all’Uno, sia come “singolarità”, singolarizzazione; e si apriva all’intero Mediterraneo e oltre a partire dagli incontri con/fra gli underground e dei Sud del mondo (Tonino Contliano)


Nino Contiliano, Eta Boerin, Rolando Certa


Salvatore Giubilato, Ignazio Buttitta, Rolando Certa 


Ignazio Buttitta, Leonardo Sciascia


Giuseppe Tornatore - Ignazio Buttitta


Carlo Puleo - Ignazio Buttitta - Rolando Certa


Ignazio Buttitta - Carlo Puleo



Incontro con i Popoli del Mediterraneo - Anno II
Svoltosi dal 19 al 23 aprile 1982 imperniato sul tema: "Conosciamoci perché il Mediterraneo diventi un mare di pace e di collaborazione"

Presentazione del libro Di Boris Vishinski "Cieli remoti"
Antonio Corsaro, Rafael Alberti, Rolando Certa, Giuseppe Barbera, Boris Vishinski, Melo Freni

Cine Teatro Rivoli
Prima giornata di lavori - ?, Rolando Certa, Salvatore Giacalone (giornalista)


Autorità - Mons. Costantino Trapani


Antonino Contiliano, Rolando Certa, Boris Vishinski, Stanley Barkan

I poeti visitano la mostra
Licia Liotta, Emanuele Schembari, Febo Delfi, Elena Sigala Dighenopùlu


Rafael Alberti, Rolando Certa


Juan Carlos Prenz, Elvira Prenz


Wassin Damash, Ion Marin Almajan


Il sindaco Nicolò Vella e un gruppo di convegnisti


Marta Bener, Rolando Certa, Ola Rahman, Mustafà Abdel Rahman, Giuliano Manacorda


Rolando Certa, Pippo Madè, Carlo Puleo, Febos Delfi, Rafael Alberti



Carlo Puleo, Nino Contiliano, Salvatore Giubilato, Ignazio Buttitta, Febo Delfi, Rolando Certa, Giovanni Lombardo

Giovanni Lombardo, Antonino Contiliano


1982 - Bagheria

Rolando Certa legge una poesia dedicata al pittore Carlo Puleo

1984 - Lungomare Giuseppe Mazzini
Carlo Puleo e signora - Manifesto realizzato dallo stesso

Hopps Hotel
Ion Marin Almajan, Giannina Vinci Certa, Rolando Certa




1984 - Cesare Zavattini riceve, nella sua casa romana, Rolando Certa
che gli consegna la Medaglia d'oro "Citta di Mazara del Vallo" (in rappresentanza del sindaco)

1988 - V incontro tra i popoli del Mediterraneo
Aldo Dolores (assessore provinciale, PSI), ? , Salvatore Giubilato (sindaco, PCI), Gioacchino Aldo Ruggieri (presidente della Provincia Regionale), ?


POESIE

(da: “Sicilia pecora sgozzata”, 1974)

Rapporto da una città sul mare


Sulla riva del Mediterraneo

a quest'ora il mare urla
credetemi non si lamenta
spezzato dalle raffiche di vento.

La mia città sul mare

a quest'ora è un turbine
e gli alberi faticano a reggersi.
È un vento che viene da lontano.

Credetemi, da tempo non ci lamentiamo più.

Molti sono partiti.
Altri sono rassegnati.
Altri sono stanchi, invecchiati.

L'alternativa al sistema

si dibatte nella lotta
per strappare a un partito,
ad una corrente un posto di sottogoverno.
Ma i duemila miliardi della Regione Siciliana
sono serrati nei forzieri delle banche.

L'articolo 38 è come un fantasma:

a mezzanotte appare davanti al cancello
del cimitero, bianco in tanto nero,
fa sberleffi, saltella e poi dispare.
C'è da noi chi crede ancora ai fantasmi;
ma dentro al drappo bianco
sappiamo che c'è un uomo malizioso e burlone,
un atroce buffone che sghignazza.

Qualcuno dice: è un bel divertimento.

Ma qui nessuno si diverte.

La crisi può fermare trattori e pescherecci.

(Le vecchie pregano: « Signore, dacci il nostro
pane quotidiano »).

I terremotati invece camminano.

Marciano da sei anni: vanno a Palermo e a Roma,
agitando cartelli e speranze.
Molti (pare ventimila) hanno allungato
il passo oltre le nostre capitali.
E ci hanno detto addio o arrivederci.
Qualche volta ci giunge una bella
cartolina da Losanna, Amburgo, dall' Australia.

Le acque del Bélice, in questi giorni,

si sono ingrossate, un piccolo sisma le ha sconvolte;
straripano, un vento infernale le colpisce.
Volano via i tetti delle baracche.
Mentre, nella mia città, arrivano i
tunisini, altre bocche da sfamare;
uomini (e donne) macilenti che
sperano nella civiltà occidentale . . .
Sono venuti ad abitare nella Kasbah,
otto in una stanza, della mia città sul mare,
proiettata verso l' Africa e verso l'avvenire…

Ma credetemi, i sogni vanno e vengono,

come le fate morgane d'estate a
specchio d'acqua nel Mar Mediterraneo.
Pantelleria capovolta, Capo Feto e Capo Granitola,
il faro rosso di Mazara
che indica la rotta ai naviganti.
Luci, motori, rumori di sirena
e affari, affari, sempre affari.
Questo è il paese di bengodi,
vieni qui, se vuoi essere felice,
vieni a trovarci.
Trascorrerai un'estate deliziosa.
Vedrai le nostre catapecchie arabe,
ancora arabe, sempre arabe.
E il mare. Un mare azzurro, calmo
o tempestoso, ancora limpido.
Ma un po' più in là ci sono i lager
e un po' più in là c'è anche la lupara.

Ringraziamo Iddio: abbiamo la nostra bella autonomia,

la nostra Regione Siciliana.

(Biascicano i vecchi : « padre nostro che sei nei cieli,

dacci oggi e sempre il pane quotidiano,
custodisci la nostra Regione Siciliana,
liberaci dai mali e così sia !).




(Da: “ Poeti per la pace”, 1982)


Se tu ed io ed altri ancora


A lon Brad


Ancora la tristezza sul volto e nel cuore.

Non siamo crepuscolari se respirando ancora
il veleno della guerra
invochiamo pace e comprensione.
Piangiamo e scriviamo
ci consoliamo di ritmi ed immagini,
accarezziamo il riflesso delle cose
guardiamo malinconici il volto dei bambini
la nostra infanzia fuggita,
riconquistata, perduta,
perchè una voce ineffabile ci dice
che molte aurore sorgeranno ancora
e molte primavere brilleranno
e che gli uomini non sono nati nemici
ma possono essere amici e fratelli
se tu ed io ed altri ancora
ci stringiamo la mano e ci scriviamo:
se tu all'Est ed io all'Ovest parliamo di pace
come si parla dell'amata
dei figli, degli amici,
della bellezza che rinasce dopo il temporale.





(Da: Il sorriso della kore”, 1985)


Le rotte del sole


Sono infinite le rotte del sole:

appaiono isole in lontananza.
Le coste sono miraggi di verde e di pietra.

Le rotte del sole scorrono

sulla scia del sogno:
senti un tamburo che ti batte dentro.

Senti il mare che sciaborda,

vedi i delfini che fanno capriole,
sentì il mare infinito, immenso.
Senti, allora, che la morte è piegata.

Cadono le sbarre dell'oscura prigione,

ad una ad una si frantumano, si sbriciolano.
Lo spazio è una voce prolungata, equorea,
il respiro ha il fiato dei venti.

Le rotte del sole sono le nostre fughe

dal reale; abbattono la schiavitù,
fanno crollare i confini, cancellano l'odio
e l'indifferenza annientano,
accendono musiche, incendiano
crateri, sprigionano i fuochi della fantasia.

Le rotte del sole ci portano lontano,

uccidono i suoni rauchi delle tempeste,
dissolvono le nebbie,
disegnano aurore nello spazio
abbaglianti come le montagne.

Le rotte del sole sono la libertà e l'amore,

germogliano come il seme
che fuoriesce dalla terra,
come il filo d'erba in cerca della luce e della vita.

Sono le strade che ho sempre cercato.




Colloquio


Il mio viaggio è appena cominciato?

È giunto al suo traguardo?
Io non so.
Tu ora partirai, andrai lontano.
Come raggiungerti? Con la poesia?
Essa non ha gambe né motori.
La poesia, falotica e solitaria,
a volte piange lacrime dolcissime
a volte arranca impacciata
a volte sbuffa come una vecchia macchina,
a volte urla, la sua caldaia scoppia.
La poesia è una creatura
con un'anima forsennata,
un'anima triste, malata.

Ma c'è un rifugio, forse,

una nuova illusione.
« Curaba »: un'insegna rossa
che acceca gli occhi.
« Curaba »: c'era una volta
una ragazzina, poi sparita.
Per vendere bottiglie di buon vino
mi sorrideva e mi porgeva la mano.

Mia cara Nichi,

la ragazzina delle bottiglie non c'è più.
Essa una volta mi baciava.
Ed ora ci sei tu.

Mia cara Nichi,

non sparire, non lasciarmi solo
fra tante bottiglie colorate,
pezzi di vetro lavorato,
avanzi di un mondo sbieco.

Il nostro tempo ha le convulsioni

come un vecchio agonizzante
fra mille acciacchi e pene.

Ho avuto pietà per il dolore.

Avrei voluto asciugare le sue lacrime,
stringerle al cuore, per esorcizzarle.
L'ho preso tra le braccia,
tramortito e tremante,
questo vecchio mondo malato,
e sono corso, sono corso a perdifiato
verso l'illusione che non serve
se poi tutto è finito all'obitorio
freddo e desolato.

Venivano i ragazzi e le ragazze,

gli allievi infermieri ad osservare.
Allora tu non c'eri. E credimi
camminavo tra i cipressi e
le fronde mi colpivano sul volto.
Tu non c'eri. Eri lontana. Inafferrabile.
Poi t'ho sognata e ti ho cercata
e ti ho trovata. Il mondo capovolto.

Capovolta la vita, delirante

voce la mia che insegue nuvole.
Ma nuvola tu non sei.
Sei voce lontana, non irreale,
voce che ha eco e risonanze vaste
in questo ricetto assai remoto.

Chi sono?

Un « io » che forse cerca il suo Dio,
un « io » che insegue la tua giovinezza,
irresponsabilmente, e senza gaiezza,
la tua giovinezza, tua non mia,
con molta fantasia.
Un « io » che si strugge e che contempla
la tua immagine cara.

Questa sera ti dico: non lasciarmi. Non andare.

Resta tra queste mura solitarie, non partire.
Senti? È come se nascesse una canzone...

La canzone che cantavo giovane

sotto la finestra dell'amata.
Non partire. Non mi abbandonare.

Mia cara Nichi, forse ho raccontato,

in modo un po’ patetico,
una favola amara.
L'ho scritta, come sempre, in una notte
poco chiara, senza la luce dei tuoi occhi.

1.3.78


Il sorriso della kore


Vieni dalla notte del tempo,

mia dolce Kore muta,
ed io mi aggiro intorno al tuo sorriso.
Ti ho contemplata,
mia dolce Kore arcaica e sfuggente.
Il tuo sorriso è simile a un miraggio.
Io volevo parlarti,
riandare con te nella notte del tempo,
la scia di luce del tuo volto seguire,
inabissarmi nell'incantamento.
Tu ritorni immagine, sogno,
sorriso arcaico e struggente,
mentre io costruisco un labirinto di parole
mentre implacabile si arroventa il sole
come il mio amore inutile e dolente.

28.6.78



Aspettando una donna


Aspettando una donna

non sono impaziente;
mi dico: forse è meglio
che non venga. Si, è meglio così...

Aspettando una donna

penso ai tuoi occhi verdi. Anzi me ne vado
perché ho timore che venga.

Sono veramente romantico?


Annoto di corsa queste righe,

perché potrebbe venire, altre volte è venuta.

Fuggire da una donna

e dal suo sesso è possibile,
ma come farò a fuggire da me stesso?


Libri














Poeta, critico letterario ed operatore culturale


Collaborò a giornali e riviste italiani ed esteri:

«Pagine libere» (di cui fu direttore nel 1954-55), «11 Nuovo Corriere Trapanese», «Volontà», «Cenobio», «La Procellaria», «Cynthia», «Ausonia», «Ciclope», «Il Lume», «Previsioni», «L'Italia Contemporanea», «Sala d'Ercole», «Il Fauno», «Rassegna del Sud», «L'Ora», «Prospettive Letterarie», «La Prora», «La Parrucca», «Italia Intellettuale», «La Nuova Italia Letteraria», .Corriere di Sicilia», «L'Agitazione del Sud», «Piccola Tribuna», «Gazzettino dello Jonio», «Trapani Nuova», «Trapani», «Sicilia Oggi» ed altri.
Ha svolto una ragguardevole attività saggistica e di critica letteraria, scrivendo di Murilo Mendes, Mario Certa, Federico Garda Lorca, Orazio Napoli, Rocco Scotellaro, Febo Delti, Boris Vishinski, Kostas Valetas, Bojidar Bojilov, Dimitris Kakavelakis, lon Marin AImajan, Santo Cali, Ljerka Car Matutinovic' e di altri.

Opere poetiche

- Pallido mondo, Mercato San Severino, 1953;
- Eco d'altra voce, Napoli, Prospettive Letterarie, 1959;
- E siamo soli, pref. di O. Napoli, Reggio Calabria, La Procellaria, 1962;
- Una stagione d'amore, Trapani, Celebes, 1970. (Con N. Scammacca e G. Diecidue);
- Paesie, Trapani, Celebes, s.d. (Con G. Diecidue e lo Marusso);
- Sicilia, pecora sgozzata, Mazara del Vallo, Impegno 70,1974;
- Lettera a Leonida Breznev, Mazara del Vallo, Impegno 70,1976;
- Kastalia, Atene, 1978. (Testo in neogreco);
- Se tu ed io ed altri ancora, Mazara del Vallo, Impegno 80,1980; 2a ed. rivoed accresc., 1981;
- Poeta ad Atene, Atene, 1981. (Testo in neogreco);
- La tristezza ha un nome solo, Skopje, 1981. (Testo in macedone);
- Canto d'amore per lo Sicilia, Timisoara, 1982. (Testo in romeno);
- Due poeti siciliani, Atene, 1982. (Testo in neogreco);
- Canto d'amore per lo Sicilia, New York, 1982. (Testo in italiano, siciliano e inglese);
- Ai fratelli di Mahdia, Trapani, 1983;
- Il sorriso della Kore, Atene, 1984. (Testo in neogreco);
- Poeta ad Atene, premessa di G. Barberi Squarotti, Palermo, Il Vertice, 1984;
- Inquietudini poetiche, Zagabria, Goranovo ProIjece, 1984. (Testo in croato-serbo);
- Il sorriso della Kore, premessa di Giuliano Manacorda, Palermo, Il Vertice, 1985;
- Arion, Zagabria, 1985. (Testo in croato-serbo);
- Il sorriso della Kore, Timisoara, Facla, 1987. (Testo in romeno).
Opere varie
- Incontri con i popoli del Mediterraneo. Anno I: Poeti Greci, atti del convegno, 8-10 ottobre 1977, Mazara del Vallo, Comune di Mazara del Vallo, 1979. (Curatore);
- Incontri fra i popoli del Mediterraneo. Anno II: Poeti per lo pace, atti del convegno, 19-23 aprile 1982, Mazara del Vallo, s.e., 1984. (Curatore);
- Incontri fra i popoli del Mediterraneo. Anno III: Io cultura per la pace nel Mediterraneo, atti del convegno, 26-30 aprile 1984, s.i., s.e., s.d. (Curatore);
- IV Incontro fra i popoli del Mediterraneo, 18-22 aprile 1986, Mazara del Vallo, Comune di Mazara del Vallo, s.d. (Curatore).

Critica

- C. GANCITANO, «L'Italia Contemporanea», 25 febbraio 1954;
- E. TRONCHI, «Pagine Libere», Mazara del Vallo, luglio-settembre 1954;
- G. CIVELLO, «Corriere Trapanese», 19 luglio 1957;
- R. CARAVAGLlOS, «Trapani Sera», 15 novembre 1958;
- M.C. CATALDI, «Il Faro», Trapani, 11 febbraio 1960;
- F. SACCA', «L'ltalia intellettuale», agosto-settembre 1960;
- A. LO MONACO APRILE, «Corriere di Sicilia», 26 aprile 1962;
- P. TESTAVERDE, «Il Faro», Trapani, 20 febbraio 1963;
- M. SCUDERI, «Trapani Nuova», 14 maggio 1963;
- L ZINNA, «Il Ciclope», Palermo, luglio 1963;
- S. BONANNO, «La Procellaria», aprile-giugno 1964;
- G. SALVETI, «L'Agitazione del Sud», maggio-giugno 1966;
- N. GIARAMIDARO, «Il Gazzettino dello Ionio», 8 novembre 1969;
- A.M. DI FRESCO, «L'Ora», 31 luglio 1970;
- E. PETIX, "Una stagione d'amore", «I1 Faro», Trapani, 20 gennaio 1971;
- G. ZAGARRIO, Poesia tra editoria ed anti, Trapani, Celebes, 1971;
- L CHERCHI, La nuova "Scuola siciliana", «Impegno 70», Mazara del Vallo, l, aprile-giugno 1971, n° 1;
- F.SACCA', «Corriere di Roma», 3 giugno 1971;
- E. EMILI, "Una possibile poetica per un antigruppo", «Impegno 70», Mazara del Vallo, 1, aprile-giugno 1971, n° 1;
- B. BONSIGNORE, Esistenzialismo e demitizzazione nella poesia di Rolando Certa, «Impegno 70», Mazara del Vallo, l, aprile-giugno 1971, n° 1;
- F. MOLLIA, di «Lettore di Provincia», gennaio 1972;
- N. SCAMMACCA, «Trapani Nuova», 15 febbraio 1972;
- M. BETTARINI, «Cenobio», gennaio-febbraio 1972;
- L CHERCHI, «Generazione Zero», Messina-Firenze, 1 marzo 1972;
- A. ANSELMI, «L'Unità Trapanese», 13 marzo 1972;
- G. ZAGARRIO, «Il Ponte», 31 marzo 1972;
- M. SCUDERI, «Palladium», Corleone, marzo 1972;
- M. RAPPAZZO, «Gazzetta del Sud», 23 maggio 1972;
- M. SCUDERI, «Cenobio», maggio-giugno 1972;
- G. COTTONE, «Annuario Istituto Magistrale Pascasino», Marsala, 10', 1972;
- G. ZAGARRIO, «Quasi», gennaio-aprile 1973;
- I. MARUSSO, «La Fiera Letteraria», 15 luglio 1973;
- S. COSTANZA, «Obiettivi», Roma, luglio-dicembre 1973;
- G. MANACORDA, «Rapporti», dicembre 1973;
- P. DI GIORGI, «Il Pensiero Nazionale», 16 gennaio 1974;
- N. SCAMMACCA, «Trapani NUOVA», 19 febbraio 1974;
- N. LAMIA, «Trapani Sera», 27 luglio 1974;
- A. SACCA', «Trapani Nuova», 6 agosto 1974;
- I. MARUSSO, «Giornale di Sicilia», 20 agosto 1974;
- E. PETIX,«L'Ora», 23 agosto 1974;
- M. PICCHI, «L'Espresso», 25 agosto 1974;
- E.GAGLIANO, «La Provincia», 30 agosto 1974;
- G. MANACORDA, «Rinascita», 13 settembre 1974;
- I. MARUSSO, «La Fiera Letteraria», 15 settembre 1974;
- M. BETTARINI, «Trapani Nuova», 24 settembre 1974;
- E. PETIX, «Trapani Nuova», 19 novembre 1974;
- A. LlPPO, «Il Volto», Pistoia, ottobre-novembre 1974;
- F. DI MARCO, «Impegno 70», gennaio-dicembre 1974;
- G. PANDINI, «Gazzetta di Parma», 19 dicembre 1974;
- E. PUZZANGHERA, «La Procellaria», ottobre-dicembre 1974;
- S. LANUZZA, «Fermenti», gennaio-febbraio 1975;
- L. ZINNA, Concretezza e integralità nella poesia certiana, «Il Punto», Crotone, 2, febbraio 1975, n° 2;
- M. ROSOLINO, «Giornale di Sicilia», 3 aprile 1975;
- E. GAGLIANO, «Prospettive siciliane», 1 aprile 1975;
- S. LANUZZA, «Salvo Imprevisti», gennaio-aprile 1975;
- M. BETTARINI, «Salvo Imprevisti», gennaio-aprile 1975;
- F. DI MARCO, «Trapani Nuova», 6 maggio 1975;
- E. BONVENTRE - F. CILLUFFO, «Trapani Sera», 3 giugno 1975;
- F. HOEFER,«Trapani Nuova», 15 luglio 1975;
- C.G. SANGIGLlO, «La Fiera Letteraria», 24 agosto 1975;
- F. DI MARCO, «Impegno 70», gennaio-settembre 1975;
- M. BmARINl, La poesia integrale di Rolando Certa, «Impegno 70», Mazara del Vallo, 12-18, settembre 1975;
- F. DELFI, «I Erevna», Tricala (Tessaglia), 23 settembre 1975;
- E. BONVENTRE, «Salvo imprevisti», settembre-dicembre 1975;
- F. MANESCALCHI, Dall'Autogestione al Ciclostile, «Impegno 70», Mazara del Vallo, 5-7, 1975-77;
- E. PETIX, «Trapani Nuova», 13 gennaio 1976;
- S. DE BRESSIEUX, «La Legion Violette», Paris, gennaio-febbraio 1976;
- A. SACCA', «Dimensione A», Roma, febbraio 1976;
- P. ALLEGRINI - A. ALLEGRINI - R. D'ALONZO, Testimonianze di poeti antigruppo, «Quaderni della Malora», Chieti, maggio 1976;
- S. DE BRESSIEUX, «Cenobio», luglio-agosto 1976;
- C.G. SANGIGLlO, «Il Piccolo», 25 agosto 1976;
- A. MARASCO, «La Tribuna del Salento», 23 novembre 1976; 30 novembre 1976;
- G. NOCENTlNI, «Il Michelangelo», ottobre-dicembre 1976;
- A. CARDAMONE, «La Gazzetta Ciociara», 22 dicembre 1976;
- N. LAMIA, «Sicilia Oggi», dicembre 1976;
- Le proporzioni poetiche. 2, a cura di Domenico Cara, Milano, Laboratorio delle arti, 1976;
- F. DI MARCO, in Sicilian Antigruppo, a cura di S. Barkan e SA Scammacca, Menick (N. Y.), Cross-cultural Communications, 1976;
- A. MASSIE, «Akros», Preston, 11, dicembre 1976, n° 32;
- A. GIANNI - C. DE BONI, Materiale per gli anni ottanta, Messina-Firenze, D'Anna, 1976;
- L ZINNA, «Palermosport», 16 gennaio 1977;
- A. LlPPO, «Rassegna Salentina», marzo-aprile 1977;
- G. SALVETI, «Crisi e Letteratura», dicembre 1976 aprile 1977;
- C. FERRARI, «Giustizia Nuova», Bari, 15 novembre 1977;
- G. NAPOLI, «Giornale di Sicilia», 11 aprile 1978;
- G. MANACORDA, «Sintesi», ottobre 1978, n° 10;
- A. MOTTA, Poesia e meridione (1968-1978), in Lingua e storia in Puglia, Siponto (FG), 1978;
- G. MANACORDA, "Lettera a Leonida Breznev", «Alternativa», Trapani, 1 dicembre 1978;
- M. RAPPAZZO, «Trapani Sera», 21 luglio 1979;
- T. SANGIGLlO, «Il Punto», Crotone, luglio 1979;
- V. MASCARO, Rolando Certa e lo Grecia, «Italia Intellettuale», 32, ottobre-dicembre 1979, n° 73;
- Oltre Eboli: la poesia, a cura di Antonio Motta e Carlo A. Augieri, Manduria (TA), Lacaita, 1979, 2 voli.;
- E CILLUFFO, Pubblicati dal Comune di Mazara gli atti del "I Incontro con i popoli del Mediterraneo", «Impegno 80», Mazara del Vallo, 1, agosto-ottobre 1980, n° 1;
- A. FURIOTIS, Kastalia, «Impegno 80», Mazara del Vallo, l, agosto-ottobre 1980, n° 1;
- T. ANAGNOSTOU, Rolando Certa: un creatore umanitario, «Trapani», 1981, n° 238;
- G. BARBERI SQUAROTTl, Poeta ad Atene, «Impegno 80», Mazara del Vallo, 4,1981-83, n° 6-12;
- G. GUIDA, L'Incontro con i popoli del Mediterraneo, «Il Punto», Crotone, 1982, n° 3;
- A. CAPRARIU, Poesia senza frontiere, «Il Punto», Crotone, 1982, n° 9;
- A. CREMONA, La poesia di Rolando Certa. Dalla comunicazione alla espressione, «Avvisatore», Palermo, 27 luglio 1983;
- E CARBONE, Testualità e significato ideologico-culturale, «L'Achenio», 1984, n° 4;
- E. GAGLIANO, Fra lo Grecia e lo Sicilia lo poesia di Rolando Certa, «Impegno 80», Mazara del Vallo, 6, 1984-85, n° 16-20;
- R. PIRRONE, Cultura per lo pace, «La Sicilia», 11 aprile 1986;
- S. GIUBILATO, In ricordo di Rolando Certa, «Impegno 80», Mazara del Vallo, 7, 1986-87, n° 24-28;
- S. GIACALONE, Morto il poeta mazarese Rolando Certa, «Giornale di Sicilia», 2 giugno 1987;
- N. GIARAMIDARO, Ricordo di un poeta. Rolando l'entusiasta, «Giornale di Sicilia», 6 giugno 1987;
- R. GIACONE, Da Budapest con dolore, «La Sicilia», 23 giugno 1987;
- In ricordo di Rolando Certa, «11 Punto», Crotone, 1988, n° 1;
- E BARANYI, Omaggio a Rolando Certa messaggero della poesia italiana nel mondo, «Eco-Risveglio Ossolano», 4 febbraio 1988.

Dell'opera di Rolando Certa si sono anche occupati:

D. Argnani, T. Aronis, I.M. Almajan, I. Alexandru, A. Andritoiv, I. Ariesanu, P. Arpad, E Battiato, V. Balteanu, E. Boeriu, B. Bojlov, l. Brad, V. Brett, S.H. Barkan, A. Cremona, A. Contiliano, D. Cranis, D. Ciachir, D. Cetea, S. D'Amaro, G. Diecidue, V. Di Maria, A.M. Di Fresco, E. Dorcescu, S. Damian, I. Evangelou, A. Fonseca, L Fabrini, O. Friggieri, M. Grasso, I. Goudelis, D. Giakos, J. Hirshman, S. Hassen, D. Kokkinos, M. Katsinis, D. Kakavelakis, I. Karavidas, T. Kallighianni, N. Kitanovski, M. Kinel, B. "Mazzi, P. Misserlis, M. Meraklis, M. Mincu, L.C. Matutinovic', S.E Mustafà, E. Mateeva, O. Napoli, G. Occhipinti, C. Pirrera, V. Passeri Pignoni, G. Papastamou, G.M. Politarxies, A. Popescu, M. Papahagi, B. Poliakovà, A. Pernaris, V. Rossi, L Sciascia, E. Schembari, S. Spagnolo, S. Saccà, V. Santangelo, P. Sfetca, S. Sezer, K.N. Triantafillou, C. e T. Tassoulis, L Ursu, G. Vrellis, B. Vishinski.